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Rabbula
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mwbqRabbula, o Rabbulas (Qinnasrin, 350 circa – Edessa, 8 agosto 436), è stato un arcivescovo e scrittore siro, vescovo di Edessa di Osroene dal 412 alla morte.

Contents

Opere
Note

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Biografia

Rabbula nacque, in data sconosciuta, a mwdaQinnasrin (o Chalcis), città nelle vicinanze di mwdqAleppo e sede episcopale. Era figlio di padre sacerdote mwdgpagano e di madre fervente cristiana; rimase pagano fino al matrimonio. Si avvicinò al cristianesimo in seguito a colloqui con Eusebio, vescovo di Qinnasrin, e con Acacio, vescovo di Aleppo. Si diceva che alla decisione di chiedere il battesimo avesse contribuito anche un evento allora ritenuto miracoloso.

Subito dopo la sua conversione al cristianesimo si diede all'osservanza dei "consigli evangelici", praticando una rigida ascesi: vendette tutti i suoi averi distribuendoli ai poveri, si separò dalla consenziente moglie e visse prima come monaco e poi come eremita in zone desertiche. Alla morte di Diogene, mweavescovo di Edessa (411), accettò di divenire il suo successore.

In questo ministero egli si distinse per la vita morigerata e ascetica, per la frequenza con cui effettuò la visita pastorale alle quasi 200 comunità cristiane della sua diocesi, per le iniziative di assistenza a poveri e bisognosi, per l'energia con cui fece rifiorire tra il clero e i monaci affidati alla sua cura la disciplina e l'osservanza dei canoni conciliari, e soprattutto per lo zelo con cui si impegnò a far scomparire le tracce, sempre più avvolgenti, di mwegnestorianesimo e altre dottrine giudicate eretiche.

Opere

L'eredità letteraria di Rabbula è piuttosto scarsa ed è conosciuta più di riflesso, per citazioni e menzioni. La sua importanza, per lo storico della mwfqletteratura siriaca, sta forse più nella sua azione, accompagnata da occasionali scritti, per far sostituire il mwfgmwfwDiatessaron (compendio dei quattro vangeli) con i quattro vangeli canonici, che egli si prodigò di tradurre nella mwgalingua siriaca: di questi doveva essere esposta una copia in ciascuna chiesa della sua diocesi, mentre doveva essere tolto il mwgqDiatessaron. Come in questa traduzione, così in altre che completavano il mwggNuovo Testamento, profittò della competenza dei cultori della mwgwmwhaPeshitta.cite-ref-1[1] Dei mwiqVangeli Rabbula in lingua siriaca si trova una copia manoscritta nel mwigBritish Museum (Overbeck, p.mwiw 172), e se ne trova una copia, miniaturizzata, anche nella mwjaBiblioteca Medicea Laurenziana di Firenze.

Dottrina

Nella prima parte della sua vita, Rabbula aderì alla predicazione di mwjwTeodoro di Mopsuestia, sostenitore della doppia natura (umana e divina) in mwkaGesù Cristo: tale teoria sfociò nella visione cristologica detta mwkqnestorianesimo.
Successivamente Rabbula si persuase sempre più che la vera mwkwCristologia era quella sostenuta dalla mwlascuola di Alessandria e dal suo vescovo mwlqCirillo; per questo cominciò a differenziarsi dall'amico d'un tempo, Teodoro di Mopsuestia, che aderiva alla cristologia di mwlgNestorio. Egli cominciò a corrispondere con Cirillo, di cui divenne amico e sostenitore nelle controversie cristologiche; si dedicò inoltre alla traduzione in lingua siriaca del mwlwDe recta fide (un insieme di elementi della cristologia) di Cirillo.cite-ref-2[2]

Al mwnqConcilio ecumenico di Efeso (mwng431), Rabbula parteggiò per Cirillo e approvò la condanna delle dottrine di Nestorio; così pure quando si trattò sulla convenienza di onorare la Vergine Maria con il titolo di mwnwmwoaTheotókos ("Madre di Dio", in greco: Θεοτόκος).

Critiche

Lo zelo di Rabbula fu frustrato poiché il suo successore, Abas di Edessa, scelse proprio la via dottrinale di Nestorio. Inoltre fu in seguito criticato, se non addirittura sospettato, di eccessi poco rispettosi della dignità dell'uomocite-ref-3[3]. A conferma di ciò si richiama una circostanza, sebbene a sua volta sospettata di insinuazione furbesca, che riguarda la sua vita: si racconta che egli e l'amico Eusebio, futuro vescovo di Tella, andassero ad annunciare il vangelo tra le tribù pagane, ardentemente attaccate alla propria religione, del territorio di mwpwBaalbek (Heliopolis), allo scopo di trovarvi il martirio.cite-ref-4[4]

Note

cite-note-11. Overbeck, pp. 239-244, kaj Klaus-Peter Todt.
cite-note-22. mwtq(mwtgmwtwENmwua) San Cirillo di Alessandria, mwuqmwugThe Anathemas in Opposition to Nestorius
cite-note-33. Jan Willem Drijvers, "The Protonike Legend, the Doctrina Addai and Bishop Rabbula of Edessa," mwvgVigiliae Christianae 51 (1997), 298-31; Michael Geddis, mwvwThere is No Crime for Those Who Have Christ (University of California Press, 2005), 162-164.
cite-note-44. Generalmente questo atteggiamento era condannato da teologi e autorità ecclesiastiche, come ad esempio appare da interventi di mwwwAgostino d'Ippona.

Bibliografia

• citereftreccani-rabbulaRabbūlā, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato l'11 novembre 2014.
• citerefei-rabbula-di-edessaGiuseppe Furlani, RABBULA di Edessa, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1935. URL consultato l'11 novembre 2014.
• Wassilios Klein (Hrsg.): mwyqSyrische Kirchenväter. Stuttgart 2004, S. 57–70.*
• Enciclopedie cattoliche:

• mwzw(EN) mwaaCatholic Encyclopedia

Voci correlate
Collegamenti esterni

• citereftreccani-itRabbūlā, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) Rabbula, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Rabbula, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
• citerefopen-library(EN) Opere di Rabbula, su Open Library, Internet Archive.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Rabbula, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• mwfa(EN) mwfqThe Oxford Dictionary of Byzantiummwfg : in 3 vol. / ed. by Dr. Alexander Kazhdan. — N. Y.mwfw ; Oxf.mwga : Oxford University Press, 1991. — P. 1769. — ISBN 0-19-504652-8.